KINGSBURG |
Si tratta di un
prodotto tutto italiano: gli autori, i grafici e l’editore parlano
tutti la nostra lingua. |
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All’inizio
ogni giocatore riceve tre dadi a sei facce nel colore scelto e un piccolo
tabellone (che rappresenta la sua provincia) dove andranno posizionate
le tessere-edificio man mano che vengono acquistate. Il meccanismo base del gioco si basa sulla gestione dei dadi. Ad ogni turno ogni giocatore lancia i suoi dadi e decide a quali Consiglieri (raffigurati sul tabellone principale) assegnarli. Ogni Consigliere reca un numero (da 1 a 18) e posiziona uno o più dadi in modo che la somma dia esattamente il numero richiesto. In aiuto possono venire un dado bianco (neutrale) o dei gettoni “+2” che aumentano il valore del lancio. Ovviamente a numero maggiore corrisponde un “potere” maggiore del Consigliere evocato. In questo modo i giocatori ricevono le risorse (oro, materie prime e altro) che permettono, nella fase successiva del turno) di costruire un edificio. A fine turno, poi, viene girata una carta “Invasori” ed ogni giocatore deve contribuire, con il suo esercito, a fermare l’attacco pena la perdita di risorse, edifici e punti vittoria. Vince chi, alla fine del 5° turno di gioco, ha il maggior numero di punti vittoria. Kingsburg è un prodotto chiaramente mirato a tutti. Segue quello che è un po’ un filone “di moda” negli ultimi tempi e cioè l’uso di dadi, ma impiegati in modo da tenere sotto controllo l’inevitabile peso della fortuna. I giocatori più assidui hanno comunque un gioco in cui operare oculate scelte tattiche, perché alla fine è garantito che a vincere non è solo il più fortunato.
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Presentato
alla fiera di Essen 2007, ha avuto un ottimo riscontro ed è supportato
dalla classica bontà dei materiali che contraddistingue i giochi
“Made in Germany”. A cura di Marco Lippolis |
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